Aqualud

4 novembre 2019 - Chiusura definitiva

L’ultima stagione di Aqualud e la chiusura diventata definitiva

Dall’ultimo giorno del novembre 2019 alla riapertura dell’aprile 2020 che non avvenne mai.

Il 4 novembre 2019 Aqualud chiude al termine di una stagione ordinaria. La riapertura è fissata al 4 aprile 2020, ma la crisi sanitaria interrompe il calendario. Sullo sfondo di difficoltà finanziarie e trattative sul terreno, una pausa temporanea si prolunga fino a diventare la fine definitiva del parco acquatico presente sul lungomare dal 1985.

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L’ultima stagione di Aqualud e la chiusura diventata definitiva

Una stagione finisce senza addio

Quando Aqualud chiude il 4 novembre 2019, la giornata non ha ancora il tono di un addio. Il parco segue il proprio ritmo stagionale e prevede di riaccogliere il pubblico nella primavera successiva. Dopo oltre tre decenni, la piramide di vetro, la piscina a onde e i grandi scivoli fanno ancora parte del paesaggio familiare di Le Touquet. Eppure, col tempo, quella data diventa l’ultima: al 2019 non segue un’altra stagione e le attrazioni restano immobili dopo la partenza dei visitatori.

La riapertura mancata dell’aprile 2020

La riapertura è prevista per il 4 aprile 2020. Le misure adottate contro il Covid-19 impediscono il ritorno, come accade temporaneamente a molti luoghi di svago. Per Aqualud, però, l’interruzione arriva in una situazione finanziaria già fragile. Passano i mesi senza un nuovo calendario. La crisi sanitaria spiega l’appuntamento mancato della primavera, ma non tutta la storia successiva: la chiusura prolungata si intreccia presto con le trattative fra il gestore, il comune proprietario del terreno e il promotore di un progetto alberghiero.

Dalla pausa alla fine definitiva

Nel luglio 2021 il consiglio comunale autorizza il mantenimento della chiusura estiva e presenta la riconversione prevista del terreno. Aqualud non attende più una stagione successiva, ma si trova al centro di un cambiamento d’uso. Le attrazioni non vengono smantellate subito: restano negli edifici e negli spazi esterni, che si degradano negli anni seguenti. La chiusura definitiva non coincide quindi con un solo momento drammatico. Comincia con un ultimo giorno quasi ordinario e si conferma con l’abbandono di ogni ripresa e con un futuro diverso assegnato al sito.

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